Archivio per ‘La parola agli autori’

Note di regia – Un Piede in Terra e l’altro in Mare di Silvio Soldini

venerdì, gennaio 16th, 2009

Io penso che la forza di questo documentario, al di là delle informazioni che fornisce, sia proprio l’emozione che esce dal film stesso ed in buona parte dei personaggi che ho trovato e che portano le loro testimonianze.

Penso che quando abbiamo attraversato l’Italsider con questo ex operaio che narrava della sua vita all’interno dell’acciaieria, per me è stato molto emozionante perché lui era molto emozionato.
Non sapevo neanche bene che film avrei fatto quando ho iniziato i sopralluoghi, la ricerca..
Ero partito con un’idea più letteraria. Avevo letto una serie di dichiarazioni di vari artisti, poeti, scrittori che sono passati dalla Liguria e quelli che sono raggruppati in questi due libri: uno che riguarda più Genova e l’altro la Liguria in generale.
Allora avevo pensato di fare delle riprese e di metterle in contrasto con queste dichiarazioni dei vari artisti cercando quei luoghi dove loro stessi erano stati e che cosa avevano significato per loro.
Poi in realtà mi è venuta questa seconda idea di andare a cercare dei testimoni che ci potessero parlare della terra, di questa terra, di come l’hanno vissuta: cos’è nel presente e cosa è stata nel passato per loro.
E lentamente, ho iniziato ad incontrare un paio di personaggi e questa idea ha preso lentamente il sopravvento sul primo modo di avvicinarmi all’argomento.
Perché da parte della Regione ci è stata assolutamente data carta bianca. Ho chiesto: “Ma come lo volete?”, “Fai tu” è stata la risposta: cosa che può anche gettare nel panico!

Silvio Soldini

(da Cinemaitaliano.info)

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The Devil and Daniel Jonston di Jeff Feuerzeig

mercoledì, dicembre 17th, 2008

Il trailer del documentario premiato al Sundance 2005 e al festival di San Francisco

Durata 2′ 23"

 


Direktlink zum Video auf Youtube

 

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Intervista a Frederick Wiseman

venerdì, dicembre 5th, 2008

Potrebbe raccontarci il caso giudiziario seguito all’uscita del suo debutto Titicut Follies (1967) girato nel penitenziario psichiatrico di Bridgewater?

Per cominciare le riprese avevo bisogno dell’autorizzazione della questura federale del Massachussets, e del Commissioner of Corrections (il dirigente del penitenziario ndr) Il secondo via libera arrivò soltanto quando mi recai nell’ufficio della dirigenza. Dopo il montaggio mostrai il film al Questore, al Dirigente di Penitenziario, e a un rappresentante del governo federale. Il loro riscontro fu positivo. Ma le recensioni su Titicut Follies erano state molto critiche in occasione di una proiezione a New York. La pellicola fu attaccata non tanto per il soggetto, ma piuttosto per il realismo delle riprese dei detenuti.
Per paura di compromettere la sua carriera, il commisioner of corrections convinse le autorità giudiziarie ad emettere un’ingiunzione temporanea sulla proiezione del documentario. Nonostante il Massachussets non avesse nessuna legge sul trattamento dei dati personali, il giudice aveva ordinato la distruzione di tutte le copie per presunta violazione della privacy degli internati. Tuttavia la Corte Suprema Federale aveva ristabilito che il film poteva essere proiettato davanti ad un pubblico ristretto. Soltanto alla fine degli anni ottanta il documentario poteva circolare senza limitazioni nel mio paese.
 

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Il fare politica – Hugues Le Paige

mercoledì, ottobre 8th, 2008

Gentilissimo Sig. Le Paige, innanzitutto grazie per avere accettato questa intervista per CinemaItaliano.info. Siamo molto fieri di poterle rivolgere delle domande per il pubblico italiano. Comincerei con una curiosità. Come è venuto in contatto con i 4 personaggi di Mercatale?
Hugues Le Paige: Vivevo a Firenze nel 1976. Conoscendo il mio interesse per la politica italiana – all’epoca facevo il giornalista – un’amica comune mi ha presentato Carlo Giuntini che era allora segretario della sezione del Pci di Mercatale VP. Ci siamo trovati subito e siamo rimasti amici nonché in contatto a livello politico senza che avessi allora la benché minima idea di realizzare un film con lui e i suoi compagni.

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Vanguardia perdida – Note di regia

mercoledì, ottobre 8th, 2008

L’auto-amministrazione del lavoratore è una forma di risoluzione del posto di lavoro in cui gli impiegati decidono in prima persona i metodi di produzione, la divisione del lavoro, il rapporto con i clienti e fornitori, anzichè sottostare ad un padrone di tipo tradizionale, il quale impone che cosa fare, quando e dove farlo. Un esempio pratico di questo si trova in Argentina, dopo la crisi avvenuta nel 2001, ove si è assistito ad una progressiva chiusura delle imprese che ha lasciato migliaia di lavoratori disoccupati, aumentando l’indice di povertà a livelli vertiginosi, creando fame in un paese che produce alimenti per 330 milioni di persone.

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Per uno solo dei miei due occhi – Avi Mograbi

mercoledì, ottobre 8th, 2008

Intervista ad Avi Mograbi, regista di "Per un solo dei mie due occhi" Il mito di Sansone e Massada insegna ai giovani israeliani che la morte è meglio della dominazione. Oggi i giovani palestinesi combattono, attraverso l’Intifada, contro le quotidiane umiliazioni e violenze dell’occupazione dell’esercito israeliano. Il regista israeliano Avi Mograbi, al suo debutto cinematografico, ci descrive la crisi tra Israele e Palestina, attraverso gli occhi dei Palestinesi costretti a subire ogni giorno controlli e ispezioni dell’esercito israeliano.

Durata 15′ 00"

 

 

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Predappio in luce – Note di regia

venerdì, settembre 26th, 2008

Alcune ferite ancora aperte della recente storia nazionale prendono vistosamente corpo recandosi a Predappio. Gli amministratori stessi sono in difficoltà nel gestire il peso di una memoria che sovrasta le loro forze e coinvolge “mitici” pellegrinaggi da tutta Italia. Una memoria irriducibile, scolpita con forza nel ventennio grazie alla grancassa del Luce, a centinaia di servizi fotografici sulla “città del duce”, a migliaia di articoli e pubblicazioni sulla famiglia di Mussolini. Predappio in luce cerca di scavare nel passato prossimo confidando proprio nel sistema dei media, revisionando immagini e paesaggi sonori apparentemente “documentari”, sottraendo quei film al “naturale” flusso verbale di stentoree voci over. Un tentativo di scrutare gli abissi della Storia che si avvale di un incontro/scontro con voci e suoni non referenziali (lontano dal film storico tradizionale, segnato dal privilegio della voice over onnisciente). Nell’affastellarsi di frammenti fortemente evocativi – proclami, inaugurazioni, discorsi del duce o dei suoi gerarchi – da musiche e suoni sperimentali, il racconto lineare riemerge solo a tratti, con le testimonianze dei due storici, profondi conoscitori delle tematiche affrontate.

Marco Bertozzi

(da CinemaIndipendente.it)

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L’ora d’amore – Note di regia

venerdì, settembre 26th, 2008

Nell’agosto del 2005 eravamo stati invitati dal Festival di Sao Paulo per presentare un nostro cortometraggio; lì abbiamo incontrato una regista brasiliana. Dall’incontro è nata un’amicizia e la promessa di realizzare insieme un film. Nel 2006 abbiamo cominciato le ricerche per un film sul carcere. Prodotto dalla Rio Verde Produçoes. Lo spunto inziale era dato da un frammento: “Pensate a due detenuti nello stesso carcere, pensate alle due celle così distanti”. L’obiettivo era raccontare la storia di due amanti detenuti nello stesso carcere e i loro stratagemmi per vincere le barriere, l’isolamento e mantenere vivo l’amore. Per realizzare la fiction di un argomento così delicato dovevamo prima fare molte ricerche; nessuno di noi conosceva il mondo carcerario. I primi contatti sono stati con una donna e un uomo torturati e poi reclusi nelle carceri della dittatura brasiliana. Nell’agosto del 2006 le ricerche si concentravano su un’isola , a poche ore di viaggio da Rio de Janeiro, Ilha Grande, dove rimane la facciata di un antico presidio, attivo ai tempi della dittatura.

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Il sol dell’avvenire – Note di regia

martedì, agosto 12th, 2008

Da molti anni ormai, seguo con passione le vicende della storia recente d’Italia, specialmente attraverso le testimonianze della gente comune. Sono convinto che non sempre il nostro paese abbia fatto i conti con il proprio complesso passato e che questa vera e propria rimozione delle pagine più scomode della storia nazionale, provochi il ritorno di tanti fantasmi colmi di irrazionalità.

Me ne sono occupato in particolare con il fascismo, ma anche con il secondo dopoguerra, il Boom Economico, gli anni settanta. Ed è con Il sol dell’avvenire che, insieme a quel prezioso compagno di viaggio che è Giovanni Fasanella, ho avvertito il peso di una responsabilità maggiore. (continua…)

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Sognavo le nuvole colorate – Note di regia

martedì, agosto 12th, 2008

Questa storia ha più elementi contenutistici forti e un insito senso drammaturgico nel rapporto tra i due protagonisti.
C’è il tema dell’emigrazione, che in “Sognavo le Nuvole Colorate” ha delle interessanti declinazioni. Se per noi, a una prima lettura, la storia parrebbe solo drammatica, per Edison è un’avventura, fatta di sconsiderato ottimismo e di allegria, di follia infantile e di furbizia di strada, di intraprendenza ed energia, all’inseguimento di nuvole colorate.

Certo, ciò non deve far dimenticare che la spinta all’avventura nacque dalla volontà di venir via da condizioni di povertà e da orizzonti chiusi, dal desiderio di dimostrare, a se stesso e agli altri, quanto valesse, quanto fosse capace di fare.

(continua…)

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