Archivio per ‘Per saperne di più’

La fabbrica dei tedeschi – Intervista a Mimmo Calopresti

lunedì, settembre 8th, 2008

Perchè questo film?

Ero già entrato in contatto negli anni passati con la realtà operaia e avevo già realizzato dei documentari sul tema, uno sugli operai della Fiat. L’aspetto sconvolgente di questa vicenda è l’idea di asetticità, di tecnologia avanzata di fronte a una fabbrica moderna, che rende difficile credere che una tragedia del genere sia potuta accadere. Volevo in un certo senso raccontare l’incredulità e l’impotenza che si provano di fronte a un fatto simile accaduto in una multinazionale, che si sforza di dare con l’acciaio un’idea di precisione, funzionalità: in realtà ci si rende conto che le lotte di 20 anni fa per bloccare gli straordinari avevano un senso e ne hanno ancora: è il tanti giovani operai che coltivano il sogno del cinema, della tv, o semplicemente di aprire un bar o un ristorante. Più spesso però, dopo qualche tempo rinunciano ad ogni speranza di cambiamento, la fabbrica diventa la loro vita.

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La rabbia – Pier Paolo Pasolini

martedì, settembre 2nd, 2008

L’ipotesi di ricostruzione della versione originale del film di Pier Paolo Pasolini, realizzata da Giuseppe Bertolucci da un’idea di Tatti Sanguineti, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2008.

Durata: 1′ 53"

 

 
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In merito al questo film, la Cineteca del Comune di Bologna ha diffuso un comunicato che riportiamo nella pagina seguente

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Latina / Littoria (a cura di Goffredo Fofi)

giovedì, maggio 22nd, 2008

Nonostante la televisione e il mediocre giornalismo d’inchiesta dei nostri giorni, il documentario rinasce, perché c’è chi ha ancora bisogno di investigare, conoscere, capire. Latina/Littoria è certamente il titolo più rappresentativo e più forte di questo benvenuto revival, e lo è perché Pannone conosce bene la situazione che ci racconta e non si accontenta della superficialità del giudizio politico e giornalistico prodotto da conformismo e pregiudizio. Il metodo d’inchiesta, insegnano i grandi giornalisti, esige di non essere prevenuti, mentre oggi è di moda arrivare su un posto e su una situazione sapendo in anticipo cosa si vuole dirnenticare.

Ma Latina/Littoria non sarebbe importante com’è, se non fosse importante l’argomento che affronta. In breve: una città nata col fascismo e rimasta fascista , viene colta nel momento in cui il fascismo, dopo le chiusure dell’”arco costituzionale” e la crisi di una sinistra che non ha saputo elaborare una politica adeguata ai propri compiti e coerente con i vecchi valori, ha lasciato alla destra il potere della nazione, e la nazione ha verificato ancora una volta la sua dominante natura catto-fascista.

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Herzog e il documentario

mercoledì, aprile 23rd, 2008

Immagini da 3 documentari del grande regista ( Il diamante bianco, L’ignoto spazio profondo, Grizzly man) commentate da F. Grosoli

Durata  11′ 00"
 

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Enrico Ghezzi commenta Grizzly Man di Herzog

giovedì, marzo 27th, 2008

Estratto dal commento di Enrico Ghezzi a "Grizzly man" di Werner Herzog

Durata  5′ 09"
 
 


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La donna che amava Hitler – Extra: Giuseppe Genna

venerdì, marzo 21st, 2008

Un estratto dagli extra del dvd "La donna che amava Hitler(Dolmen). Parla Giuseppe Genna, autore del romanzo HITLER (Mondadori) e ci racconta le raccapriccianti ed emblematiche vicende che videro protagoniste le donne che amarono il Fuhrer: la propria nipote, Geli Raubal, finita suicida; la poco nota inglesina Unity Mitford, suicida; Magda Goebbels, innamorata di Hitler, suicida; Eva Braun, suicida; e Leni Riefenstahl, a cui il Fuhrer rinunciò.

Durata 7′ 39"
 
 


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La società civile e l’arte del documentario

giovedì, febbraio 21st, 2008

 

“Contro il documentario”, titola un curioso articolo di Alberto Pezzotta uscito su Segnocinema di questo mese. Dopo gli strali di Dario Zonta di un paio di anni fa sugli eccessi autoreferenziali del piccolo mondo della  non-fiction italiana, questa volta un critico mette in discussione la dignità del documentario come genere cinematografico. E lo fa in modo intelligente, anche se non del tutto condivisibile.

Citando Fahrenheit 9/11, Una scomoda verità, Supersize me, Sicko, il nostro Le ragioni dell’aragosta…, che considera “più vicini a un format, a un reality show o a un video di Youtube che a un film”, incalza:. “…Questi film fanno informazione …ma non documentano una realtà. Intervengono in una realtà, la istigano, la creano, la modificano, la provocano. E lo fanno in una logica sempre impositiva, autoritaria, senza dubbi, senza empatia”. Cosa c’entrano questi film con il cinema? si chiede Pezzotta, fino a citare Serge Daney che “opponeva l’apertura dell’immagine cinematografica alla coercizione del ‘visivo’ propria della televisione”.

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Mitumba (a cura di Giorgio Manduca)

sabato, febbraio 9th, 2008

Tutte le volte che ho buttato dei vestiti nel solito cassonetto bianco con la croce rossa, sollevando la leva che fa scomparire il sacchetto oltre la lamiera bianca, mi sono sempre sentito contento. In fondo, stavo aiutando il Terzo mondo. Di lì a poco infatti, un povero africano – taglia 48 – infreddolito, avrebbe potuto finalmente riscaldarsi all’equatore con il mio loden verde, sua madre – 38 di piede – non più scalza grazie ai tacchi a spillo di mia sorella, avrebbe più agilmente percorso i suoi 20 chilometri quotidiani dalla capanna al pozzo, mentre suo padre avrebbe sicuramente trovato un lavoro decente sfoggiando ai colloqui nella savana la mia cravatta gialla del matrimonio di Fabio, sposato nell’87 e separato nel ’94.

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Alina Marazzi – Un’ora sola ti vorrei (a cura di Silvia Taborelli)

sabato, febbraio 9th, 2008

“Un’ora sola ti vorrei” si può considerare uno dei migliori documentari prodotti in Italia. Un importante caso di successo che continua ad avere una felice storia distributiva.

Come è nato il film: è il frutto di una ricerca personalissima della regista decisa ad un certo punto della propria vita ad esplorare l’immagine della madre deceduta a 33 anni (quando la regista ne aveva solo 7) attraverso il materiale video della famiglia, diari, lettere, foto.
Questa ricerca non prevedeva inizialmente la realizzazione del film ma, all’esigenza di guardare tutto il materiale si è presto aggiunta l’urgenza di ricostruirlo, ridargli una cronologia, un senso attraverso la realizzazione di un film documentario.

La realizzazione. Un lavoro di montaggio con importanti collaboratori: l’enorme lavoro di visione del materiale d’archivio di famiglia su cui è basato l’intero film naturalmente sfocia in un complesso e articolato lavoro di montaggio. Indispensabile la presenza della montatrice Ilaria Fraioli che affianca la regista in questa delicata ricostruzione di vita.
La traccia audio che percorre l’intero film è la voce narrante della stessa regista che (ri)dona la sua voce al personaggio della madre.
Non meno importante sempre in questa fase è l’apporto del montatore del suono Benni Atria che realizza una serie di evocazioni uditive che arricchiscono con grande efficacia le immagini per lo più mute degli archivi.

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Mitumba _The Second-hand road (a cura di Silvia Taborelli)

sabato, febbraio 9th, 2008

 

Premi: Miglior documentario al Globo d’oro 2005 (giuria composta da 500 corrispondenti dei media stranieri accreditati in Italia) e Premio Legambiente a Cinemambiente 2006


Il titolo: mitumba termine della lingua swahili per indicare abiti usati

Gli autori
Raffaele Brunetti: autore e regista del film. Dal 1987 lavora alla realizzazione di documentari e reportage in Italia, in Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo. Nei primi anni della sua attività ha lavorato con i network giapponesi NHK ,TBS, NTV, FUJI TV. Ha collaborato in seguito con National Geographic, BBC, TF1, History Channel ed altri contribuendo alla realizzazione di oltre 100 documentari. Negli ultimi anni ha firmato la regia di documentari storici e documentari di creazione co-prodotti con broadcasters Europei ed Americani. Ha ricevuto l’ Award for Creative Excellence all’US Int. Film and Video Festival. E’ membro della Associazione della Stampa Estera in Italia dal 1993, dell’ European Documentary Network (EDN) e dell’Associazione dei documentaristi italiani DOC.IT
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